120 milioni di euro per le imprese manifatturiere di Lazio e Marche
che investono in nuovi insediamenti, ammodernamento e riqualificazione produttiva.
Contributo in conto impianti fino al 100 per cento delle spese, fino a 300.000 € per impresa.
Verifica i requisiti e stima il contributo con i nostri due simulatori.
Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione è promosso dal Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è gestito da Invitalia. Con una dotazione di 120 milioni di euro, finanzia investimenti per potenziare o riqualificare insediamenti produttivi esistenti, oppure per insediare nuove unità produttive, nei territori dei due Consorzi industriali di Lazio e Marche. Il contributo è concesso in regime de minimis.
Registrazione alla piattaforma Invitalia dal 31 luglio 2026; sportello domande dal 31 agosto al 30 ottobre 2026 (ore 12:00), in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse. Per non perdere l'apertura, ti aiutiamo a farti trovare pronto.
Possono accedere le imprese manifatturiere di qualsiasi dimensione, sezione C della classificazione ATECO 2025, con un'unità produttiva (o che intendono insediarne una nuova) nei Comuni dei due Consorzi.
Ciascuna impresa può presentare una sola domanda. Il perimetro esatto dei codici ATECO della sezione C ammessi va verificato sulle FAQ e sulla documentazione operativa di Invitalia.
L'investimento deve riguardare almeno uno dei seguenti cinque ambiti. Nel primo simulatore puoi indicare quali ambiti riguardano il tuo progetto.
Ristrutturazione o realizzazione dell'immobile dove si svolge l'attività manifatturiera.
Ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo, comprese le innovazioni tecnologiche e la digitalizzazione dei processi.
Investimenti in immobilizzazioni immateriali, come software e altri beni immateriali, a sostegno dell'attività produttiva.
Conversione di attività a significativo impatto ambientale verso modelli di maggiore sostenibilità ambientale ed economica.
Avvio di nuove unità produttive nei territori di competenza dei due Consorzi.
Sono ammissibili le spese sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028, relative a beni nuovi di fabbrica, capitalizzati e iscritti tra le immobilizzazioni dell'impresa.
Concorrono al contributo (importi al netto dell'IVA, salvo IVA non recuperabile):
Non concorrono al contributo:
L'unità produttiva, esistente o da insediare, deve ricadere in un Comune di competenza di uno dei due Consorzi industriali. In totale sono 153 Comuni. Puoi verificare il tuo Comune direttamente nel primo simulatore.
Cinque raggruppamenti territoriali (DPCM, art. 3)
Comuni ripartiti nei cinque punti del DPCM 19 maggio 2025 (articolo 3, comma 1, lettera a), dalle aree di Cassino e del Frusinate al Pontino, da Roma e Latina al Reatino e all'alto Lazio.
Verifica il tuo ComuneProvincia di Ascoli Piceno
Consorzio per lo sviluppo industriale delle Valli del Tronto, dell'Aso e del Tesino: da Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto fino ai Comuni dell'entroterra piceno.
Verifica il tuo ComuneIl contributo, essendo de minimis, riduce il plafond residuo dell'impresa unica (massimo 300.000 euro in tre anni), verificato sul Registro Nazionale degli Aiuti.
120 milioni di euro complessivi: 100 milioni al Consorzio Industriale del Lazio (cinque raggruppamenti da 20 milioni ciascuno) e 20 milioni a Piceno Consind.
| Consorzio | Raggruppamento (ex Consorzio) | Dotazione |
|---|---|---|
| Consorzio Industriale del Lazio | Punto 1 · ex Lazio Meridionale (COSILAM) | 20.000.000 € |
| Consorzio Industriale del Lazio | Punto 2 · ex Sud Pontino | 20.000.000 € |
| Consorzio Industriale del Lazio | Punto 3 · ex Roma-Latina | 20.000.000 € |
| Consorzio Industriale del Lazio | Punto 4 · ex Frosinone | 20.000.000 € |
| Consorzio Industriale del Lazio | Punto 5 · ex Provincia di Rieti | 20.000.000 € |
| Totale Lazio | 100.000.000 € | |
| Piceno Consind | Provincia di Ascoli Piceno | 20.000.000 € |
| Totale complessivo | 120.000.000 € |
I residui di uno stanziamento possono essere destinati all'altro Consorzio e, all'interno del Lazio, agli altri raggruppamenti, sempre nel rispetto dell'ordine cronologico delle domande.
La registrazione alla piattaforma non attribuisce alcuna priorità: conta l'ordine cronologico di presentazione della domanda, a sportello, fino a esaurimento delle risorse.
Nella domanda si indicano i dati dell'impresa, la tipologia e l'ubicazione degli investimenti, l'importo e il dettaglio delle spese, le date di inizio e fine e le dichiarazioni di regolarità.
Tutta la documentazione si presenta in forma elettronica con firma digitale, nell'area riservata di Invitalia.
In caso di anticipazione: fideiussione bancaria o polizza secondo lo schema di Invitalia. La documentazione di spesa riguarda la fase di erogazione, non la domanda.
Due strumenti di orientamento. Prima verifichi se hai i requisiti, poi stimi il contributo e l'intensità dell'aiuto. Il calcolo avviene interamente sul tuo dispositivo: non salviamo nulla finché non invii tu il modulo di contatto.
Cerca e seleziona il Comune dell'unità produttiva, esistente o da insediare. Controlliamo se rientra tra i 153 Comuni di competenza dei due Consorzi.
Rispondi alle domande sulla tua impresa. Dove non sei sicuro, scegli "Non so": non blocca la valutazione, ma la segnaliamo come punto da verificare.
Indica gli ambiti del tuo investimento e le caratteristiche delle spese.
Questo strumento è un supporto di orientamento e autovalutazione, non ha valore vincolante e non sostituisce la verifica ufficiale. La valutazione definitiva spetta al Soggetto gestore, anche tramite il Registro Nazionale degli Aiuti per il rispetto del massimale de minimis. Verifica sempre le fonti ufficiali. Nessun dato viene salvato nel browser.
Inserisci gli importi delle spese (imponibile, IVA esclusa). La stima si aggiorna mentre digiti.
Per esempio consulenze, leasing, beni usati, terreni e fabbricati. Non concorrono al contributo, servono solo a calcolare l'intensità sull'investimento totale.
Riferito all'impresa unica. Riduce il plafond de minimis residuo (massimo 300.000 € in tre anni), verificabile sul Registro Nazionale degli Aiuti.
La stima è indicativa e non ha valore vincolante. Il contributo effettivo dipende dalla verifica del Soggetto gestore e dal rispetto del massimale de minimis (Reg. UE 2023/2831) accertato tramite il Registro Nazionale degli Aiuti. Verifica sempre le fonti ufficiali. Nessun dato viene salvato nel browser.
Le domande sono esaminate in ordine cronologico di presentazione e l'istruttoria parte dalla chiusura dello sportello. In caso di esito positivo e di registrazione sul Registro Nazionale degli Aiuti, Invitalia adotta il provvedimento di concessione. In caso di superamento del massimale de minimis o di esito negativo, comunica i motivi ai sensi dell'articolo 10-bis della legge 241/1990. Le domande prive di copertura sono sospese e, in mancanza di economie, decadono.
Il contributo è erogato in unica soluzione dopo il completamento e l'integrale pagamento degli investimenti, salva l'anticipazione del 50 per cento. Le richieste di erogazione si trasmettono online entro il 30 giugno 2029. Invitalia verifica dichiarazioni, regolarità contributiva, antimafia, visura Deggendorf e pagamento dei titoli di spesa con CUP, ed eroga entro 90 giorni in caso di esito positivo. I beni vanno installati nell'unità produttiva entro tre anni dall'erogazione e iscritti come immobilizzazioni.
Le operazioni finanziate devono mantenere destinazione, funzionalità e localizzazione per almeno tre anni dal pagamento del saldo. Sono possibili controlli e ispezioni in ogni fase, anche con sopralluoghi. Il contributo è revocato, in tutto o in parte, in caso di assenza dei requisiti, false dichiarazioni, rapporti con i fornitori nei 24 mesi precedenti, mancato monitoraggio o utilizzo irregolare del contributo: in caso di revoca, l'importo erogato va restituito.
Il contributo è concesso in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831.
Le imprese manifatturiere di qualsiasi dimensione (sezione C della classificazione ATECO 2025) con un'unità produttiva, o che intendono insediarne una nuova, nei Comuni di competenza del Consorzio Industriale del Lazio o del Piceno Consind.
Un contributo in conto impianti fino al 100 per cento delle spese ammesse, con un massimo di 300.000 euro per impresa, a titolo di aiuti de minimis.
Opere murarie e impiantistiche strumentali, macchinari, impianti, arredi e attrezzature nuovi di fabbrica con le relative spese di installazione, e immobilizzazioni immateriali, sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028.
Tra l'altro: consulenze specialistiche, leasing, beni usati, acquisto o locazione di terreni e fabbricati, costi di funzionamento e scorte, formazione, trasporti, imposte e tasse (salvo IVA non recuperabile), intermediazione commerciale.
Esclusivamente online sulla piattaforma di Invitalia. Registrazione dalle ore 12:00 del 31 luglio 2026, sportello aperto dalle ore 12:00 del 31 agosto 2026 alle ore 12:00 del 30 ottobre 2026.
A sportello, secondo l'ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse.
Sì, fino al 50 per cento del contributo concesso, previa fideiussione bancaria o polizza assicurativa, con richiesta entro 60 giorni dalla concessione.
Almeno tre anni dal pagamento del saldo, mantenendo destinazione, funzionalità e localizzazione.
Sì, la piattaforma lo rilascia al momento della domanda e va riportato su tutti i giustificativi di spesa.
Sì, con altri aiuti di Stato anche de minimis nei limiti europei, e con incentivi non qualificati come aiuti di Stato purché non si superi il costo ammissibile.
Oltre al modulo di domanda servono diverse dichiarazioni sostitutive (possesso requisiti, impresa unica, titolare effettivo, casellario e procedure concorsuali, DURC, polizza catastrofale, pantouflage, antimafia Modulo A e Modulo C) e il questionario ESG, con i documenti di identità dei soggetti coinvolti. L'elenco completo è nella sezione Documentazione.
Fonti normative: Avviso pubblico, DPCM 19 maggio 2025 e Regolamento (UE) 2023/2831. Le informazioni in pagina hanno carattere divulgativo: fanno fede esclusivamente i documenti ufficiali.
Contattaci per una consulenza senza impegno. Verifichiamo i requisiti, individuiamo le spese ammissibili e prepariamo la domanda per il Fondo Contrasto Deindustrializzazione 2026. Le domande sono valutate in ordine cronologico: arrivare pronti fa la differenza.