Bilancio degli enti del Terzo settore e revisione legale

OIC 35
dalle regole alla pratica

Li­be­ra­li­tà, ri­ser­ve vin­co­la­te, va­lu­ta­zio­ni e con­ti­nui­tà: il bi­lan­cio degli enti del Terzo set­to­re chie­de un me­to­do che col­le­ghi ri­sor­se, mis­sio­ne e re­spon­sa­bi­li­tà. Un ap­pro­fon­di­men­to tec­ni­co per com­mer­cia­li­sti e re­vi­so­ri le­ga­li, dalla scel­ta del mo­del­lo alla do­cu­men­ta­zio­ne delle stime, con una lista di con­trol­lo per la chiu­su­ra.

3 Documenti del bilancio per competenza
5 Aree del rendiconto gestionale
12 mesi Orizzonte minimo di continuità
In sintesi
  • Stato pa­tri­mo­nia­le, ren­di­con­to ge­stio­na­le e re­la­zio­ne di mis­sio­ne for­ma­no un in­sie­me uni­ta­rio.
  • La scel­ta fra bi­lan­cio per com­pe­ten­za e ren­di­con­to per cassa va ve­ri­fi­ca­ta ogni anno sul testo vi­gen­te dell'art. 13 del Co­di­ce del Terzo set­to­re.
  • Per le li­be­ra­li­tà conta la so­stan­za dell'ac­cor­do: il vin­co­lo ge­ne­ra una ri­ser­va, la con­di­zio­ne un de­bi­to.
  • Ogni stima va do­cu­men­ta­ta con dati, ipo­te­si e re­spon­sa­bi­le, così da poter es­se­re ri­co­strui­ta.
  • La con­ti­nui­tà si va­lu­ta su al­me­no do­di­ci mesi, con un bud­get delle ri­sor­se e degli im­pe­gni.

Il bilancio al servizio della missione

L'OIC 35 di­sci­pli­na il bi­lan­cio per com­pe­ten­za degli enti del Terzo set­to­re, in­te­gran­do i prin­ci­pi con­ta­bi­li na­zio­na­li con re­go­le spe­ci­fi­che. Stato pa­tri­mo­nia­le, ren­di­con­to ge­stio­na­le e re­la­zio­ne di mis­sio­ne for­ma­no un in­sie­me uni­ta­rio.

Finalità

Risorse e responsabilità

Il bi­lan­cio per­met­te di ca­pi­re come l'ente ac­qui­si­sce, con­ser­va e im­pie­ga le ri­sor­se che gli sono state af­fi­da­te.

Metodo

Regole e giudizio professionale

La qua­li­tà dell'in­for­ma­zio­ne di­pen­de dalla let­tu­ra dei con­trat­ti, dalla trac­cia­bi­li­tà dei pro­get­ti e dalla mo­ti­va­zio­ne delle stime.

Controllo

Evidenze verificabili

Un fa­sci­co­lo or­di­na­to col­le­ga dati con­ta­bi­li, de­li­be­ra­zio­ni e do­cu­men­ti ester­ni, e rende ri­co­strui­bi­le ogni scel­ta si­gni­fi­ca­ti­va.

Per lo studio

Il primo pas­sag­gio è in­di­vi­dua­re il qua­dro ap­pli­ca­bi­le all'ente: iscri­zio­ne al RUNTS, per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca, at­ti­vi­tà svol­ta e mo­del­lo adot­ta­to. La pre­di­spo­si­zio­ne del bi­lan­cio ri­chie­de una let­tu­ra co­or­di­na­ta dello sta­tu­to e dell'or­ga­niz­za­zio­ne am­mi­ni­stra­ti­va. Il piano dei conti va co­strui­to prima della chiu­su­ra, così da evi­ta­re ri­clas­si­fi­ca­zio­ni prive di sup­por­to do­cu­men­ta­le.

Fonte: OIC 35, pa­ra­gra­fi da 1 a 7.

Scegliere il modello corretto

Le so­glie di legge e le sem­pli­fi­ca­zio­ni del ren­di­con­to per cassa vanno te­nu­te di­stin­te dalle re­go­le del bi­lan­cio per com­pe­ten­za.

Soglia
Che cosa riguarda
Attenzione
300.000 euro
Fa­col­tà del ren­di­con­to per cassa per gli enti privi di per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca, se­con­do l'art. 13 del Co­di­ce del Terzo set­to­re come mo­di­fi­ca­to dalla legge 4 lu­glio 2024, n. 104.
Ve­ri­fi­ca­re anche la di­sci­pli­na degli enti che svol­go­no l'at­ti­vi­tà pre­va­len­te­men­te in forma d'im­pre­sa.
60.000 euro
Forma ag­gre­ga­ta pre­vi­sta dal comma 2-bis dell'art. 13, per tutti gli enti del Terzo set­to­re.
Per gli eser­ci­zi so­la­ri il mo­del­lo E è uti­liz­za­bi­le dal ren­di­con­to 2026.
220.000 euro
Ri­chia­mo sto­ri­co con­te­nu­to nelle ap­pen­di­ci del prin­ci­pio.
Non va usato come so­glia vi­gen­te senza ve­ri­fi­ca­re il testo at­tua­le dell'art. 13.

I chia­ri­men­ti del Mi­ni­ste­ro. Con la cir­co­la­re n. 6 del 17 apri­le 2026 il Mi­ni­ste­ro del la­vo­ro chia­ri­sce che il mo­del­lo E, adot­ta­to con de­cre­to del 18 feb­bra­io 2026, è uti­liz­za­bi­le per gli eser­ci­zi so­la­ri dal ren­di­con­to 2026. Chia­ri­sce inol­tre l'im­pie­go del mo­del­lo D per gli enti con per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca ed en­tra­te in­fe­rio­ri a 60.000 euro il cui eser­ci­zio era già chiu­so al 21 marzo 2026.

Fonti: art. 13 CTS, testo vi­gen­te; cir­co­la­re n. 6 del 9 ago­sto 2024; chia­ri­men­to mi­ni­ste­ria­le del 2026.

Sul piano ope­ra­ti­vo. Con­vie­ne con­ser­va­re una sche­da an­nua­le con i pre­sup­po­sti della scel­ta: dati dell'eser­ci­zio pre­ce­den­te, na­tu­ra dell'ente, pe­rio­do am­mi­ni­stra­ti­vo e fonti uti­liz­za­te. Il pas­sag­gio da un mo­del­lo all'altro mo­di­fi­ca il pro­ces­so di chiu­su­ra: in­ven­ta­ri, cre­di­ti, de­bi­ti e com­pe­ten­za eco­no­mi­ca ri­chie­do­no una pre­pa­ra­zio­ne spe­ci­fi­ca.

Un piano dei conti coerente con le attività

At­tri­bu­i­re le ope­ra­zio­ni alle aree ge­stio­na­li ri­chie­de cri­te­ri sta­bi­li e una con­ta­bi­li­tà che renda vi­si­bi­li le de­sti­na­zio­ni. I cri­te­ri di clas­si­fi­ca­zio­ne sono il­lu­stra­ti nella re­la­zio­ne di mis­sio­ne.

Area A

Interesse generale

Le at­ti­vi­tà che rea­liz­za­no le fi­na­li­tà ci­vi­che, so­li­da­ri­sti­che e di uti­li­tà so­cia­le dell'ente.

Area B

Attività diverse

Le at­ti­vi­tà se­con­da­rie e stru­men­ta­li ri­spet­to a quel­le di in­te­res­se ge­ne­ra­le.

Area C

Raccolta fondi

Le ini­zia­ti­ve con cui l'ente rac­co­glie ri­sor­se per fi­nan­zia­re le pro­prie at­ti­vi­tà.

Area D

Gestione finanziaria e patrimoniale

I pro­ven­ti e gli oneri le­ga­ti all'im­pie­go della li­qui­di­tà e del pa­tri­mo­nio.

Area E

Supporto generale

I costi di di­re­zio­ne e am­mi­ni­stra­zio­ne che non si at­tri­bu­i­sco­no a una sin­go­la at­ti­vi­tà.

Per lo studio

Una so­lu­zio­ne pra­ti­ca è af­fian­ca­re a ogni conto una di­men­sio­ne di pro­get­to o cen­tro di at­ti­vi­tà. Per i costi co­mu­ni si pos­so­no pro­por­re pa­ra­me­tri do­cu­men­ta­bi­li: ore la­vo­ra­te, su­per­fi­ci uti­liz­za­te o im­pie­go ef­fet­ti­vo delle ri­sor­se. La scel­ta deve ri­flet­te­re la ge­stio­ne reale ed es­se­re rie­sa­mi­na­ta quan­do cam­bia­no i pro­gram­mi.

Per il revisore

Si pos­so­no se­le­zio­na­re ope­ra­zio­ni che at­tra­ver­sa­no più aree, con­fron­ta­re l'at­tri­bu­zio­ne con con­trat­ti e do­cu­men­ti di spesa e ve­ri­fi­ca­re la con­ti­nui­tà del cri­te­rio ri­spet­to all'eser­ci­zio pre­ce­den­te. Le ano­ma­lie ri­cor­ren­ti sug­ge­ri­sco­no di ri­ve­de­re il pro­ces­so di re­gi­stra­zio­ne, oltre a cor­reg­ge­re il sin­go­lo saldo.

Fonte: OIC 35, pa­ra­gra­fi da 9 a 12.

Vincolo e condizione: la distinzione decisiva

L'ana­li­si parte dalla so­stan­za dell'ac­cor­do e dalle clau­so­le che re­go­la­no l'im­pie­go o la re­sti­tu­zio­ne delle ri­sor­se.

Fattispecie
Trattamento in sintesi
Evidenza da acquisire
Liberalità libera
At­ti­vi­tà iscrit­ta al fair value, se at­ten­di­bi­le, e pro­ven­to.
Atto di do­na­zio­ne e sup­por­to della va­lu­ta­zio­ne.
Vincolo del donatore
Ri­ser­va vin­co­la­ta da terzi, ri­la­scia­ta man mano che il vin­co­lo si esau­ri­sce.
De­sti­na­zio­ne e ren­di­con­to del pro­get­to.
Vincolo interno
Ac­can­to­na­men­to a ri­ser­va de­li­be­ra­ta e suc­ces­si­vo uti­liz­zo.
De­li­be­ra dell'or­ga­no com­pe­ten­te e piano di im­pie­go.
Liberalità condizionata
De­bi­to, ri­la­scia­to in pro­por­zio­ne al venir meno della con­di­zio­ne.
Even­to fu­tu­ro in­cer­to e di­rit­to di re­sti­tu­zio­ne.

Ri­fe­ri­men­to: OIC 35, pa­ra­gra­fi da 16 a 24. La ta­bel­la sin­te­tiz­za i mo­del­li: la qua­li­fi­ca­zio­ne con­cre­ta ri­chie­de l'esame com­ple­to dell'ac­cor­do.

Per lo studio

Ser­vo­no le let­te­re di as­se­gna­zio­ne, le con­ven­zio­ni con le loro mo­di­fi­che e la cor­ri­spon­den­za sulle somme non uti­liz­za­te. Le pa­ro­le "con­tri­bu­to" e "do­na­zio­ne" nella cau­sa­le ban­ca­ria non ba­sta­no a ri­co­strui­re il rap­por­to. È utile un pro­spet­to con im­por­to as­se­gna­to, somme ri­ce­vu­te, de­sti­na­zio­ne, sca­den­ze e ob­bli­ghi di re­sti­tu­zio­ne.

Per il revisore

Il con­trol­lo può se­gui­re il fi­nan­zia­men­to dall'atto ori­gi­na­rio alle re­gi­stra­zio­ni, fino alle spese ren­di­con­ta­te. Le ve­ri­fi­che sulle mo­vi­men­ta­zio­ni suc­ces­si­ve alla chiu­su­ra aiu­ta­no a in­di­vi­dua­re con­te­sta­zio­ni, re­vo­che o re­sti­tu­zio­ni da ap­pro­fon­di­re. Ogni con­clu­sio­ne deve es­se­re col­le­ga­ta al do­cu­men­to che la so­stie­ne.

Dalla donazione alla consistenza patrimoniale

L'OIC 35 di­sci­pli­na il fair value delle ac­qui­si­zio­ni gra­tui­te, le quote as­so­cia­ti­ve, gli ap­por­ti e le sva­lu­ta­zio­ni. Per il va­lo­re d'uso rin­via all'ap­proc­cio sem­pli­fi­ca­to dell'OIC 9. I com­po­nen­ti fi­gu­ra­ti­vi sono espo­sti in calce, evi­tan­do du­pli­ca­zio­ni.

Beni ricevuti

Un fascicolo per ogni bene

De­scri­zio­ne, stato d'uso, data di ac­qui­si­zio­ne e con­fron­ti di mer­ca­to. Una stima è at­ten­di­bi­le se si ca­pi­sco­no la pro­ve­nien­za del dato e la sua per­ti­nen­za ri­spet­to al bene ri­ce­vu­to, non per la sola pre­sen­za di un im­por­to.

Immobilizzazioni

Inventario e registro allineati

In­ven­ta­rio fi­si­co e re­gi­stro ce­spi­ti vanno ri­con­ci­lia­ti. È utile chie­de­re ai re­spon­sa­bi­li delle at­ti­vi­tà di beni inu­ti­liz­za­ti, ser­vi­zi ces­sa­ti e pro­gram­mi cam­bia­ti, che in­ci­do­no sul ri­schio di so­vra­sti­ma.

Apporti dei fondatori

Causali che distinguono

Serve la let­tu­ra dell'atto co­sti­tu­ti­vo e delle de­li­be­re suc­ces­si­ve. Una cau­sa­le che se­pa­ri do­ta­zio­ne, so­ste­gno alla ge­stio­ne e raf­for­za­men­to pa­tri­mo­nia­le ri­du­ce il ri­schio di trat­ta­men­ti in­coe­ren­ti.

Volontariato

Ore registrate e valorizzate

Un si­ste­ma di rac­col­ta delle ore, con qua­li­fi­che e cri­te­ri di va­lo­riz­za­zio­ne con­trol­la­bi­li, rende ve­ri­fi­ca­bi­le il va­lo­re espo­sto in calce al ren­di­con­to.

Per il revisore

Si va­lu­ta quali ele­men­ti in­ci­do­no sul ri­schio di so­vra­sti­ma e si scel­go­no le pro­ce­du­re in fun­zio­ne della ri­le­van­za del saldo.

Fonte: OIC 35, pa­ra­gra­fi 13 e 14, e da 22 a 30.

La sostenibilità dei prossimi dodici mesi

Un avan­zo con­ta­bi­le può con­vi­ve­re con ten­sio­ni di li­qui­di­tà: di­spo­ni­bi­li­tà e im­pie­ga­bi­li­tà delle ri­sor­se vanno esa­mi­na­te in­sie­me. La va­lu­ta­zio­ne pro­spet­ti­ca copre al­me­no do­di­ci mesi dalla data del bi­lan­cio e può usare un bud­get delle ri­sor­se e delle ob­bli­ga­zio­ni.

Per lo studio

Un bud­get men­si­le rende leg­gi­bi­li ri­tar­di negli in­cas­si, con­cen­tra­zio­ne dei fi­nan­zia­to­ri e pic­chi di pa­ga­men­to. Ogni en­tra­ta pre­vi­sta può es­se­re ac­com­pa­gna­ta da stato della pra­ti­ca, data at­te­sa e mo­ti­va­zio­ne dell'im­por­to. I saldi di­spo­ni­bi­li vanno con­fron­ta­ti con le spese pro­gram­ma­te e con gli im­pe­gni già as­sun­ti.

Per il revisore

Sono utili sce­na­ri che si­mu­li­no il rin­vio di un con­tri­bu­to im­por­tan­te o la ri­du­zio­ne delle do­na­zio­ni. Il con­fron­to fra pre­vi­sio­ni e ri­sul­ta­ti re­cen­ti per­met­te di va­lu­ta­re la qua­li­tà della pia­ni­fi­ca­zio­ne. Even­tua­li in­ter­ven­ti cor­ret­ti­vi degli am­mi­ni­stra­to­ri de­vo­no ri­sul­ta­re da piani rea­li­sti­ci e do­cu­men­ta­ti.

Fonte: OIC 35, pa­ra­gra­fo 6.

La re­la­zio­ne di mis­sio­ne. Deve per­met­te­re al let­to­re di se­gui­re il per­cor­so dai nu­me­ri alle at­ti­vi­tà: quali pro­gram­mi hanno as­sor­bi­to ri­sor­se, quali ri­sul­ta­ti sono stati ot­te­nu­ti e quali scel­te in­fluen­ze­ran­no la ge­stio­ne suc­ces­si­va. Un con­trol­lo fi­na­le sulla coe­ren­za di im­por­ti, ter­mi­ni e de­scri­zio­ni fra le di­ver­se parti del bi­lan­cio evita con­trad­di­zio­ni che il let­to­re nota su­bi­to.

Tradurre il rischio in procedure concrete

Una pro­po­sta ope­ra­ti­va, da adat­ta­re a cia­scun in­ca­ri­co, alla si­gni­fi­ca­ti­vi­tà dei saldi e al si­ste­ma di con­trol­lo in­ter­no dell'ente.

Area
Rischio da considerare
Possibile procedura
Finanziamenti
Re­gi­stra­zio­ne non so­ste­nu­ta o pre­ma­tu­ra.
Esa­mi­na­re as­se­gna­zio­ni, con­di­zio­ni e in­cas­si suc­ces­si­vi.
Progetti
Ri­la­scio delle ri­ser­ve non coe­ren­te con l'im­pie­go.
Ri­con­ci­lia­re mo­vi­men­ti, spese e ren­di­con­ti.
Beni ricevuti
Va­lo­re o con­si­sten­za non sup­por­ta­ti.
Esa­mi­na­re stime, con­fron­ti e in­ven­ta­rio fi­si­co.
Liquidità
Pre­vi­sio­ni ec­ces­si­va­men­te ot­ti­mi­sti­che.
Con­fron­ta­re bud­get, con­sun­ti­vi e sce­na­ri al­ter­na­ti­vi.

Dal ri­schio alla con­clu­sio­ne. La co­no­scen­za dell'ente orien­ta l'iden­ti­fi­ca­zio­ne dei ri­schi, e le pro­ce­du­re de­vo­no ri­spon­de­re ai ri­schi in­di­vi­dua­ti pro­du­cen­do ele­men­ti pro­ba­ti­vi suf­fi­cien­ti e ap­pro­pria­ti. Il fa­sci­co­lo può ri­por­ta­re, per ogni area si­gni­fi­ca­ti­va, saldo in­te­res­sa­to, ri­schio, pro­ce­du­ra ese­gui­ta, ri­sul­ta­to e con­clu­sio­ne. Una chec­kli­st com­pi­la­ta non so­sti­tui­sce il giu­di­zio pro­fes­sio­na­le.

In chiu­su­ra. Una rac­col­ta do­cu­men­ta­le con con­ven­zio­ni, de­li­be­re, mo­vi­men­ti delle ri­ser­ve, in­ven­ta­ri e bud­get ap­pro­va­to sem­pli­fi­ca il la­vo­ro. Ogni ret­ti­fi­ca pro­po­sta va ac­com­pa­gna­ta dalla ra­gio­ne con­ta­bi­le e dalla fonte do­cu­men­ta­le, e ogni dif­fe­ren­za non ret­ti­fi­ca­ta va con­si­de­ra­ta nel qua­dro com­ples­si­vo dell'in­ca­ri­co.

Il metodo di revisione Revisione legale: metodo, fasi e benefici Il pro­ces­so in cin­que fasi se­con­do gli ISA Ita­lia e la stima delle ore se­con­do le in­di­ca­zio­ni del CNDCEC, per pia­ni­fi­ca­re l'in­ca­ri­co anche su un ente del Terzo set­to­re. Scopri il metodo

Una lista di controllo per la chiusura

Spun­ta le at­ti­vi­tà già do­cu­men­ta­te per ve­de­re che cosa resta da com­ple­ta­re. Le scel­te re­sta­no nel bro­w­ser e si pos­so­no stam­pa­re in­sie­me all'ar­ti­co­lo.

Impostazione Liberalità e riserve Valutazioni Continuità e informativa
Avanzamento delle verifiche 0 / 10 Documentazione da completare

    Il con­teg­gio mi­su­ra il com­ple­ta­men­to della lista. Non espri­me un giu­di­zio sulla con­for­mi­tà del bi­lan­cio né un'at­te­sta­zio­ne di re­vi­sio­ne.

    Il PDF con­tie­ne l'ar­ti­co­lo e la lista con le voci spun­ta­te. Nella fi­ne­stra di stam­pa sce­gli "Salva come PDF".

    Le domande che arrivano più spesso

    Stato pa­tri­mo­nia­le, ren­di­con­to ge­stio­na­le e re­la­zio­ne di mis­sio­ne. L'OIC 35 li con­si­de­ra un in­sie­me uni­ta­rio: i cri­te­ri usati per clas­si­fi­ca­re le ope­ra­zio­ni nel ren­di­con­to vanno spie­ga­ti nella re­la­zio­ne di mis­sio­ne, che deve per­met­te­re di se­gui­re il per­cor­so dai nu­me­ri alle at­ti­vi­tà.
    È un ri­chia­mo sto­ri­co con­te­nu­to nelle ap­pen­di­ci del prin­ci­pio e non va usato come so­glia vi­gen­te senza ve­ri­fi­ca­re l'art. 13 del Co­di­ce del Terzo set­to­re, mo­di­fi­ca­to dalla legge n. 104 del 2024. Per gli enti privi di per­so­na­li­tà giu­ri­di­ca la fa­col­tà del ren­di­con­to per cassa ar­ri­va oggi a 300.000 euro.
    Il vin­co­lo ri­guar­da la de­sti­na­zio­ne delle ri­sor­se: la li­be­ra­li­tà vin­co­la­ta dal do­na­to­re ali­men­ta una ri­ser­va vin­co­la­ta, ri­la­scia­ta man mano che il vin­co­lo si esau­ri­sce. La con­di­zio­ne ri­guar­da in­ve­ce un even­to fu­tu­ro e in­cer­to da cui di­pen­de il di­rit­to di trat­te­ne­re le somme: fin­ché la con­di­zio­ne non viene meno l'im­por­to resta un de­bi­to. Per di­stin­guer­le serve l'esame com­ple­to dell'ac­cor­do, non la cau­sa­le del bo­ni­fi­co.
    No. Un avan­zo con­ta­bi­le può con­vi­ve­re con ten­sio­ni di li­qui­di­tà, per esem­pio quan­do i con­tri­bu­ti ar­ri­va­no in ri­tar­do o le ri­sor­se di­spo­ni­bi­li sono vin­co­la­te a pro­get­ti spe­ci­fi­ci. La va­lu­ta­zio­ne copre al­me­no do­di­ci mesi dalla data del bi­lan­cio e con­vie­ne ba­sar­la su un bud­get men­si­le e su sce­na­ri al­ter­na­ti­vi.

    I riferimenti ufficiali

    Ag­gior­na­men­to al 9 ot­to­bre 2026. I testi da usare per la ve­ri­fi­ca del caso con­cre­to.

    Dalla chiusura al giudizio di revisione

    Re­vi­law af­fian­ca enti del Terzo set­to­re, com­mer­cia­li­sti e re­vi­so­ri nella scel­ta del mo­del­lo di bi­lan­cio, nell'im­po­sta­zio­ne del piano dei conti per aree, nell'ana­li­si di li­be­ra­li­tà e ri­ser­ve, nella do­cu­men­ta­zio­ne delle stime e nella re­vi­sio­ne le­ga­le. Un me­to­do che la­scia un fa­sci­co­lo or­di­na­to e ri­co­strui­bi­le.

    (+39) 045 8010734
    Via XX Settembre, 9 - 37129 Verona (VR)

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