Risorse e responsabilità
Il bilancio permette di capire come l'ente acquisisce, conserva e impiega le risorse che gli sono state affidate.
Liberalità, riserve vincolate, valutazioni e continuità: il bilancio degli enti del Terzo settore chiede un metodo che colleghi risorse, missione e responsabilità. Un approfondimento tecnico per commercialisti e revisori legali, dalla scelta del modello alla documentazione delle stime, con una lista di controllo per la chiusura.
L'OIC 35 disciplina il bilancio per competenza degli enti del Terzo settore, integrando i principi contabili nazionali con regole specifiche. Stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione formano un insieme unitario.
Il bilancio permette di capire come l'ente acquisisce, conserva e impiega le risorse che gli sono state affidate.
La qualità dell'informazione dipende dalla lettura dei contratti, dalla tracciabilità dei progetti e dalla motivazione delle stime.
Un fascicolo ordinato collega dati contabili, deliberazioni e documenti esterni, e rende ricostruibile ogni scelta significativa.
Il primo passaggio è individuare il quadro applicabile all'ente: iscrizione al RUNTS, personalità giuridica, attività svolta e modello adottato. La predisposizione del bilancio richiede una lettura coordinata dello statuto e dell'organizzazione amministrativa. Il piano dei conti va costruito prima della chiusura, così da evitare riclassificazioni prive di supporto documentale.
Fonte: OIC 35, paragrafi da 1 a 7.
Le soglie di legge e le semplificazioni del rendiconto per cassa vanno tenute distinte dalle regole del bilancio per competenza.
I chiarimenti del Ministero. Con la circolare n. 6 del 17 aprile 2026 il Ministero del lavoro chiarisce che il modello E, adottato con decreto del 18 febbraio 2026, è utilizzabile per gli esercizi solari dal rendiconto 2026. Chiarisce inoltre l'impiego del modello D per gli enti con personalità giuridica ed entrate inferiori a 60.000 euro il cui esercizio era già chiuso al 21 marzo 2026.
Fonti: art. 13 CTS, testo vigente; circolare n. 6 del 9 agosto 2024; chiarimento ministeriale del 2026.
Sul piano operativo. Conviene conservare una scheda annuale con i presupposti della scelta: dati dell'esercizio precedente, natura dell'ente, periodo amministrativo e fonti utilizzate. Il passaggio da un modello all'altro modifica il processo di chiusura: inventari, crediti, debiti e competenza economica richiedono una preparazione specifica.
Attribuire le operazioni alle aree gestionali richiede criteri stabili e una contabilità che renda visibili le destinazioni. I criteri di classificazione sono illustrati nella relazione di missione.
Le attività che realizzano le finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dell'ente.
Le attività secondarie e strumentali rispetto a quelle di interesse generale.
Le iniziative con cui l'ente raccoglie risorse per finanziare le proprie attività.
I proventi e gli oneri legati all'impiego della liquidità e del patrimonio.
I costi di direzione e amministrazione che non si attribuiscono a una singola attività.
Una soluzione pratica è affiancare a ogni conto una dimensione di progetto o centro di attività. Per i costi comuni si possono proporre parametri documentabili: ore lavorate, superfici utilizzate o impiego effettivo delle risorse. La scelta deve riflettere la gestione reale ed essere riesaminata quando cambiano i programmi.
Si possono selezionare operazioni che attraversano più aree, confrontare l'attribuzione con contratti e documenti di spesa e verificare la continuità del criterio rispetto all'esercizio precedente. Le anomalie ricorrenti suggeriscono di rivedere il processo di registrazione, oltre a correggere il singolo saldo.
Fonte: OIC 35, paragrafi da 9 a 12.
L'analisi parte dalla sostanza dell'accordo e dalle clausole che regolano l'impiego o la restituzione delle risorse.
Riferimento: OIC 35, paragrafi da 16 a 24. La tabella sintetizza i modelli: la qualificazione concreta richiede l'esame completo dell'accordo.
Servono le lettere di assegnazione, le convenzioni con le loro modifiche e la corrispondenza sulle somme non utilizzate. Le parole "contributo" e "donazione" nella causale bancaria non bastano a ricostruire il rapporto. È utile un prospetto con importo assegnato, somme ricevute, destinazione, scadenze e obblighi di restituzione.
Il controllo può seguire il finanziamento dall'atto originario alle registrazioni, fino alle spese rendicontate. Le verifiche sulle movimentazioni successive alla chiusura aiutano a individuare contestazioni, revoche o restituzioni da approfondire. Ogni conclusione deve essere collegata al documento che la sostiene.
L'OIC 35 disciplina il fair value delle acquisizioni gratuite, le quote associative, gli apporti e le svalutazioni. Per il valore d'uso rinvia all'approccio semplificato dell'OIC 9. I componenti figurativi sono esposti in calce, evitando duplicazioni.
Descrizione, stato d'uso, data di acquisizione e confronti di mercato. Una stima è attendibile se si capiscono la provenienza del dato e la sua pertinenza rispetto al bene ricevuto, non per la sola presenza di un importo.
Inventario fisico e registro cespiti vanno riconciliati. È utile chiedere ai responsabili delle attività di beni inutilizzati, servizi cessati e programmi cambiati, che incidono sul rischio di sovrastima.
Serve la lettura dell'atto costitutivo e delle delibere successive. Una causale che separi dotazione, sostegno alla gestione e rafforzamento patrimoniale riduce il rischio di trattamenti incoerenti.
Un sistema di raccolta delle ore, con qualifiche e criteri di valorizzazione controllabili, rende verificabile il valore esposto in calce al rendiconto.
Si valuta quali elementi incidono sul rischio di sovrastima e si scelgono le procedure in funzione della rilevanza del saldo.
Un avanzo contabile può convivere con tensioni di liquidità: disponibilità e impiegabilità delle risorse vanno esaminate insieme. La valutazione prospettica copre almeno dodici mesi dalla data del bilancio e può usare un budget delle risorse e delle obbligazioni.
Un budget mensile rende leggibili ritardi negli incassi, concentrazione dei finanziatori e picchi di pagamento. Ogni entrata prevista può essere accompagnata da stato della pratica, data attesa e motivazione dell'importo. I saldi disponibili vanno confrontati con le spese programmate e con gli impegni già assunti.
Sono utili scenari che simulino il rinvio di un contributo importante o la riduzione delle donazioni. Il confronto fra previsioni e risultati recenti permette di valutare la qualità della pianificazione. Eventuali interventi correttivi degli amministratori devono risultare da piani realistici e documentati.
Fonte: OIC 35, paragrafo 6.
La relazione di missione. Deve permettere al lettore di seguire il percorso dai numeri alle attività: quali programmi hanno assorbito risorse, quali risultati sono stati ottenuti e quali scelte influenzeranno la gestione successiva. Un controllo finale sulla coerenza di importi, termini e descrizioni fra le diverse parti del bilancio evita contraddizioni che il lettore nota subito.
Una proposta operativa, da adattare a ciascun incarico, alla significatività dei saldi e al sistema di controllo interno dell'ente.
Dal rischio alla conclusione. La conoscenza dell'ente orienta l'identificazione dei rischi, e le procedure devono rispondere ai rischi individuati producendo elementi probativi sufficienti e appropriati. Il fascicolo può riportare, per ogni area significativa, saldo interessato, rischio, procedura eseguita, risultato e conclusione. Una checklist compilata non sostituisce il giudizio professionale.
In chiusura. Una raccolta documentale con convenzioni, delibere, movimenti delle riserve, inventari e budget approvato semplifica il lavoro. Ogni rettifica proposta va accompagnata dalla ragione contabile e dalla fonte documentale, e ogni differenza non rettificata va considerata nel quadro complessivo dell'incarico.
Spunta le attività già documentate per vedere che cosa resta da completare. Le scelte restano nel browser e si possono stampare insieme all'articolo.
Il conteggio misura il completamento della lista. Non esprime un giudizio sulla conformità del bilancio né un'attestazione di revisione.
Il PDF contiene l'articolo e la lista con le voci spuntate. Nella finestra di stampa scegli "Salva come PDF".
Aggiornamento al 9 ottobre 2026. I testi da usare per la verifica del caso concreto.
Revilaw affianca enti del Terzo settore, commercialisti e revisori nella scelta del modello di bilancio, nell'impostazione del piano dei conti per aree, nell'analisi di liberalità e riserve, nella documentazione delle stime e nella revisione legale. Un metodo che lascia un fascicolo ordinato e ricostruibile.