Consiglio e collegio sindacale
Il più diffuso in Italia. Il consiglio di amministrazione gestisce, il collegio sindacale vigila sulla legge, sui principi di corretta amministrazione e sull'adeguatezza degli assetti.
Sistemi che scelgono i fornitori, valutano i clienti, ordinano i candidati. L'intelligenza artificiale entra nelle decisioni quasi sempre dentro software già in uso, spesso senza un passaggio in consiglio. Se il sistema sbaglia, però, a rispondere sono la società e i suoi amministratori. Questa pagina spiega come organizzare il governo dell'IA con gli organi che l'impresa ha già, partendo dalle regole del Codice civile e dell'AI Act, e propone una verifica in otto domande per il consiglio.
Nella maggior parte delle imprese l'intelligenza artificiale non arriva con un progetto approvato dal consiglio. Arriva con l'aggiornamento di un gestionale, con un nuovo servizio in abbonamento, con l'iniziativa di un singolo ufficio.
Le decisioni cambiano mano, la responsabilità no. Quando un sistema propone a chi concedere un fido, quale fornitore scegliere o quali candidati convocare, una parte del giudizio passa alla macchina. Il Codice civile, però, continua a chiedere conto delle scelte a chi amministra, e l'art. 2086 impone di dotare l'impresa di assetti organizzativi adeguati alla sua natura e alle sue dimensioni. Un uso dell'IA che nessuno conosce e nessuno controlla difficilmente si può dire adeguato.
La conformità di carta non regge. Una politica sull'IA approvata e poi dimenticata in un cassetto non protegge l'impresa. Davanti a un contenzioso, a un'ispezione o a una banca conta poter dimostrare che le regole esistono, che qualcuno le applica e che qualcuno ne verifica il rispetto. È la differenza fra avere un documento e avere un governo.
Il Codice civile lascia alle società per azioni la scelta fra tre sistemi di amministrazione e controllo. Sono diversi fra loro, ma in tutti chi gestisce e chi controlla restano funzioni distinte. È da qui che conviene partire anche per l'IA.
Il più diffuso in Italia. Il consiglio di amministrazione gestisce, il collegio sindacale vigila sulla legge, sui principi di corretta amministrazione e sull'adeguatezza degli assetti.
Un consiglio di gestione amministra, un consiglio di sorveglianza nominato dai soci lo controlla e ne approva il bilancio. La separazione fra i due ruoli è netta.
Il consiglio di amministrazione gestisce e al suo interno un comitato di consiglieri indipendenti svolge il controllo sulla gestione.
La regola comune. Qualunque sia il sistema scelto, chi prende le decisioni non è chi le verifica, le decisioni lasciano traccia e ciascuno risponde del proprio ruolo. Sono gli stessi criteri che servono per l'intelligenza artificiale: non occorre inventare un nuovo assetto, basta estendere quello esistente ai sistemi che decidono o aiutano a decidere.
Tre esempi frequenti nelle imprese italiane. In ognuno il sistema non si limita a fare calcoli: orienta una scelta che produce effetti su clienti, fornitori o persone.
Previsione della domanda, riordini automatici, graduatorie dei fornitori. Se il modello sbaglia, l'impresa se ne accorge da un magazzino vuoto o da uno troppo pieno.
Punteggi sui clienti, limiti di fido, condizioni di pagamento proposte in automatico. Un criterio distorto esclude clienti validi o ne accetta di rischiosi.
Lettura dei curricula e graduatorie dei candidati. L'AI Act colloca questi usi fra quelli ad alto rischio, con obblighi precisi per l'impresa che li utilizza.
Tre conseguenze, un solo responsabile. Una decisione sbagliata presa con l'aiuto di un sistema può costare in tre modi: in bilancio, con perdite e contenziosi; sul piano legale, con sanzioni e azioni di responsabilità; nella reputazione, con clienti, dipendenti e banche. In tutti e tre i casi il conto arriva all'impresa, non al fornitore del software.
Per governo dell'IA intendiamo le regole, i ruoli e i controlli che permettono al consiglio di sapere quali sistemi usa l'impresa, per quali decisioni, con quali rischi e chi ne risponde. In pratica si riduce a tre presidi, gli stessi che l'AI Act chiede per i sistemi ad alto rischio.
Proporzionato alla dimensione. Una PMI non ha bisogno dell'apparato di una banca. Per un'impresa con pochi sistemi bastano un inventario aggiornato, una politica d'uso di poche pagine approvata dal consiglio, un responsabile per sistema e una relazione periodica all'organo di controllo. Quello che conta è che i tre presidi esistano e funzionino, non quanto sono voluminosi.
Non servono organi nuovi. Servono compiti chiari per quelli che ci sono già, a partire dal dovere di istituire assetti adeguati alla natura e alle dimensioni dell'impresa.
Fissa la rotta: approva la politica sull'uso dell'IA, decide quali rischi è disposto ad accettare e nomina i responsabili. Rientra nel dovere di curare assetti organizzativi adeguati previsto dall'art. 2086 del Codice civile.
Tengono l'inventario dei sistemi, documentano come funzionano, garantiscono la verifica umana sulle decisioni che contano e segnalano gli incidenti. Sono gli occhi del consiglio sui processi.
Vigila sull'adeguatezza degli assetti, quindi anche su come l'impresa presidia l'uso dell'IA. Ha bisogno di flussi informativi periodici: quali sistemi sono in uso, quali rischi, quali incidenti.
Verifica che il Modello 231 copra anche i reati che possono essere commessi attraverso sistemi di intelligenza artificiale, e che i presidi previsti funzionino davvero.
Otto domande per il consiglio di amministrazione. Rispondi pensando a come funzionano le cose oggi, non a come dovrebbero funzionare. Le risposte restano nel browser.
Le considerazioni operative di questa pagina sono a cura di Revilaw e vanno adattate alla natura, alle dimensioni e al settore della singola impresa.
Il team di Next Generation Business e Revilaw affianca consiglio di amministrazione, collegio sindacale e organismo di vigilanza nel censimento dei sistemi di IA, nella classificazione dei rischi, nella politica d'uso, nell'assegnazione delle responsabilità e nei flussi informativi. Una governance proporzionata alla dimensione dell'impresa, che regge davanti a soci, banche e autorità.