Controllo ordinario
Il verbale periodico, di ventuno pagine, che ripercorre in modo sistematico le principali aree della gestione dell'ente.
Scarica il modello PDF, 21 pagineIl Ministero del lavoro ha adottato il modello di verbale per il controllo ordinario degli enti del Terzo settore. Letto con gli occhi dell'ente, non è solo modulistica per il controllore: è una mappa dettagliata dei rischi di non conformità. Usato prima e periodicamente, diventa uno strumento di internal audit per verificare se l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile esiste davvero e funziona in concreto.
Con il decreto direttoriale n. 198 del 10 agosto 2026 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha approvato tre modelli di verbale. Le risultanze dei controlli dovranno essere riportate esclusivamente in questi documenti.
Il verbale periodico, di ventuno pagine, che ripercorre in modo sistematico le principali aree della gestione dell'ente.
Scarica il modello PDF, 21 pagineIl verbale per le verifiche avviate al di fuori della programmazione ordinaria.
Scarica il modello PDF, 22 pagineIl verbale che documenta l'impossibilità di svolgere il controllo per irreperibilità dell'ente.
Scarica il modello PDF, 4 pagineUn vantaggio per chi si prepara. L'avvio generalizzato delle verifiche richiede ancora il completamento delle attività preliminari indicate dal Ministero. Il modello però è già disponibile, e permette agli enti di conoscere in dettaglio ciò che formerà oggetto dell'accertamento.
Un cambio di prospettiva. Le ventuno pagine del verbale ordinario descrivono, domanda dopo domanda, i punti in cui un ente può risultare non conforme. Usato in anticipo e con regolarità dall'ente stesso, il verbale passa da strumento di verifica esterna a strumento di governo interno.
Il collegamento con gli adeguati assetti è il punto più significativo, ma va impostato correttamente: il riferimento giusto per gli ETS non è automaticamente il Codice civile.
L'adeguatezza degli assetti non è soltanto una buona pratica: è uno specifico oggetto dell'attività di vigilanza, su cui l'organo di controllo deve esprimersi.
Quando non si raggiungono i limiti dimensionali, l'adeguatezza degli assetti resta comunque il modello di gestione virtuosa a cui fare riferimento.
Esistere non basta. La norma chiede di verificare che l'assetto funzioni davvero, non solo che esista sulla carta. Statuti, regolamenti, deleghe, procedure e organigrammi non bastano se non trovano applicazione effettiva nella gestione quotidiana. È proprio qui che il verbale ministeriale può avere una funzione innovativa.
Il verbale comincia dai dati che identificano l'ente, cioè forma giuridica, iscrizione al RUNTS e organi sociali. Poi esamina statuto, base associativa, attività di interesse generale e attività diverse, raccolta fondi, assenza dello scopo di lucro, bilanci, libri sociali, volontari, lavoratori, patrimonio e adempimenti verso il RUNTS.
Le aree in cui l'ente può allontanarsi dal modello previsto dalla norma.
Le regole, le procedure e le persone che dovrebbero evitare quegli scostamenti.
I documenti che dimostrano che i presidi funzionano davvero, non solo sulla carta.
Le differenze fra come l'ente dovrebbe funzionare e come funziona in pratica.
L'audit viene prima. L'internal audit dovrebbe precedere il controllo pubblico, non esserne una reazione. L'obiettivo non è preparare i documenti quando arriva la comunicazione di avvio della verifica, ma costruire un sistema in cui la conformità sia controllata durante tutto l'esercizio.
Ogni parte del verbale si presta a mettere alla prova uno dei tre assetti. La domanda di audit va però oltre la domanda del verbale.
Il libro dell'organo amministrativo deve riportare le deliberazioni sui principali fatti gestionali. Quello dell'organo di controllo deve documentare riunioni e natura delle verifiche, comprese le ispezioni dell'art. 30, comma 8, CTS. La verbalizzazione ha una funzione organizzativa prima ancora che documentale.
Per raccolta fondi, volontari, lavoratori, rapporti con amministratori e parti collegate, compensi, rimborsi e trasparenza vale lo stesso schema: un responsabile, le informazioni necessarie, una periodicità del controllo e i documenti che ne danno prova. Si passa da una verifica a posteriori a un controllo lungo tutto l'anno.
Il bilancio è il punto di arrivo. Chiedersi se il bilancio è stato redatto non basta. L'adeguatezza dell'assetto contabile si misura soprattutto su quello che avviene prima: la capacità di monitorare crediti e debiti, separare le attività e dare all'organo amministrativo dati sufficienti per decidere in modo consapevole.
Il verbale nasce per verificare il mantenimento dei requisiti di ETS e il rispetto della disciplina del Terzo settore. Compilarlo con esito positivo non dimostra da solo che gli assetti siano adeguati, soprattutto negli enti più grandi o che svolgono attività d'impresa.
Analisi strutturata di organigramma e funzionigramma, verifica delle deleghe operative e dei processi autorizzativi.
Valutazione del sistema di controllo di gestione e degli strumenti con cui l'ente misura l'andamento delle attività.
Budget e previsioni costruiti e aggiornati, con un monitoraggio della tesoreria lungo tutto l'anno.
Per gli enti che svolgono attività d'impresa, gli indicatori che segnalano per tempo squilibri e rischi per la continuità.
Un riferimento di metodo. I documenti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e della Fondazione nazionale dei commercialisti del 7 e del 25 luglio 2023 sugli assetti organizzativi, amministrativi e contabili offrono check list costruite soprattutto per l'impresa. Distinguono il modello di business, il modello gestionale e i tre assetti, e si possono adattare con proporzione alla realtà degli ETS.
Il principio di proporzionalità. Una piccola organizzazione di volontariato non deve avere la struttura di una fondazione nazionale con centinaia di dipendenti. Deve avere procedure, controlli, responsabilità e flussi informativi coerenti con le proprie dimensioni, attività, rischi e complessità.
Per diventare uno strumento di governance il verbale va usato in modo più evoluto della semplice compilazione delle caselle. A ogni domanda corrispondono un'evidenza, un responsabile e, se serve, una misura correttiva con la sua scadenza.
Il rischio individuato dalla domanda del verbale e il controllo effettuato, con l'evidenza documentale usata per rispondere.
L'anomalia rilevata, classificata per livello di rischio, e l'intervento deliberato dall'organo amministrativo.
La persona che deve attuare la misura e la scadenza entro cui farlo.
Il controllo successivo che accerta l'attuazione effettiva della misura.
Esempio a scopo illustrativo: contenuti, livelli di rischio e scadenze vanno definiti caso per caso.
Le criticità devono arrivare a chi decide. L'esito dell'audit va portato all'organo amministrativo, perché le criticità non restino nelle mani del professionista che ha svolto il controllo ma diventino oggetto di una decisione consapevole. Nel tempo, è questa traccia documentale a dimostrare che l'assetto richiesto dall'art. 30 CTS funziona davvero.
L'art. 30 CTS affida all'organo di controllo il controllo di legalità, la vigilanza sui principi di corretta amministrazione e sull'adeguatezza e il funzionamento degli assetti. Il verbale gli offre una griglia ufficiale con cui confrontare periodicamente la situazione dell'ente.
Spetta a loro istituire e mantenere l'organizzazione, perché si tratta di responsabilità gestorie: devono predisporre strumenti adeguati e affrontare per tempo le anomalie che emergono.
Spetta verificare che gli strumenti ci siano e funzionino, senza sostituirsi agli amministratori. Può integrare il verbale nella pianificazione annuale, partendo dalle aree più esposte al rischio.
Un dialogo più strutturato. Il modello ministeriale può rendere più ordinato il confronto fra amministratori e organo di controllo. Quest'ultimo passa dal verificare adempimenti già compiuti a presidiare in modo continuativo il sistema di governance.
Spunta ciò che il vostro ente fa già, e lo dimostra con documenti. Il risultato indica le aree da rafforzare prima del controllo. Le scelte restano nel browser.
Il PDF contiene l'articolo e l'autodiagnosi con le voci spuntate. Non sostituisce il controllo né un parere sul caso concreto.
Revilaw affianca enti del Terzo settore, amministratori e organi di controllo nell'internal audit sul modello del verbale ministeriale, nella valutazione degli assetti e nel piano di miglioramento, fino alla pianificazione annuale delle verifiche. Un percorso calibrato sulle dimensioni dell'ente, che lascia una traccia documentale ordinata.