Osservatorio normativo · Bando-tipo Mimit, GU n. 164 del 17 luglio 2026

Aiuti di Stato, corsia preferenziale
a chi è virtuoso

Il bando-tipo approvato con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy del 18 giugno 2026 uniforma l'intero ciclo di vita delle agevolazioni e sposta il baricentro della selezione. Non basta più presentare un progetto ammissibile: contano solidità, trasparenza e regolarità dell'impresa e la sua capacità amministrativa, finanziaria e operativa. Rating di legalità, certificazione della parità di genere e assunzione di persone con disabilità diventano elementi premianti, gli assetti organizzativi diventano un requisito di accesso.

18.06.2026 Il decreto Mimit che approva il bando-tipo, in Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026
60% alle PMI La quota minima di risorse riservata, di cui almeno il 25% a micro e piccole imprese
4 premialità Legalità, parità di genere, disabilità e valorizzazione del lavoro giovanile e femminile

Un modello standard per tutti i futuri bandi

Il bando-tipo (o bando standard) fissa i contenuti essenziali che le amministrazioni devono utilizzare nella redazione degli avvisi di agevolazione, in attuazione della disciplina del Codice degli incentivi.

Che cosa disciplina. In materia di aiuti di Stato il bando-tipo approvato dal Mimit copre le attività di programmazione, progettazione e attuazione dell'incentivo, comprensiva dell'attivazione e della gestione, l'informazione e la pubblicità, fino alla valutazione ex post della misura. Non è un adempimento formale per le amministrazioni: è la griglia che d'ora in avanti determina come sarà scritto il bando a cui la tua impresa parteciperà, quali informazioni saranno chieste e con quale metro il progetto sarà valutato.

Perché è una buona notizia per le imprese preparate. Rendere omogenee le regole su beneficiari, spese ammissibili, procedure di accesso ed erogazione significa ridurre i tempi di partecipazione e la quantità di documentazione da ricostruire ogni volta da zero. Significa anche, esplicitamente, limitare al massimo il ricorso al click day: se la selezione si sposta dalla velocità di connessione alla qualità del progetto e alla solidità del proponente, vince chi ha lavorato prima sulla propria struttura, non chi ha il server più rapido.

Il perimetro di applicazione. Il modello non copre tutte le agevolazioni. Per gli incentivi fiscali si applica limitatamente a quelli che prevedono lo svolgimento di un'attività istruttoria valutativa di carattere tecnico, economico e finanziario rispetto ai requisiti del proponente o dell'iniziativa per la quale sono richieste le agevolazioni. Restano fuori gli incentivi contributivi attivati secondo la specifica disciplina di settore.

Effetto 01

Regole omogenee

Beneficiari, spese ammissibili, procedure di accesso ed erogazione descritti con la stessa struttura in tutti i bandi, con meno margini di interpretazione.

Effetto 02

Ciclo di vita completo

Dalla programmazione della misura al monitoraggio e alla valutazione ex post, ogni passaggio dell'agevolazione è disciplinato in modo standard.

Effetto 03

Meno click day

Con informazioni note in anticipo e istruttorie valutative, l'accesso premia la qualità del progetto e la preparazione documentale dell'impresa.

Effetto 04

Dossier riutilizzabile

Le stesse evidenze su legalità, assetti e sostenibilità finanziaria servono in ogni bando: il lavoro fatto una volta si capitalizza sulle domande successive.

Quattro leve che spostano la graduatoria

Il bando-tipo individua requisiti di premialità che costituiscono una corsia preferenziale nell'assegnazione degli aiuti e che possono essere valorizzati come incremento dell'ammontare delle agevolazioni riconoscibili.

Premialità 01

Rating di legalità

Il punteggio attribuito dall'AGCM ai sensi dell'art. 5-ter del d.l. 1/2012, convertito dalla legge 27/2012.

  • Volontario, ma decisivo in una procedura competitiva
  • Percorso già noto a chi lavora su compliance e appalti
Premialità 02

Certificazione della parità di genere

La certificazione prevista dall'art. 46-bis del d.lgs. 198/2006, rilasciata da organismi accreditati.

  • Si somma agli sgravi contributivi già riconosciuti
  • Presidio ESG che diventa punteggio nei bandi
Premialità 03

Assunzione di persone con disabilità

Le assunzioni aggiuntive rispetto agli obblighi di collocamento mirato della legge 68/1999.

  • Premia chi va oltre la quota d'obbligo di legge
  • Va documentata con prospetti e contratti coerenti
Premialità 04

Lavoro giovanile e femminile

La quantità e la qualità dell'occupazione giovanile e femminile, con sostegno a natalità e cura.

  • Rileva anche in sede di valutazione del progetto
  • Si legge nei dati del personale, non nelle intenzioni

Attenzione al principio di congruità. L'applicazione di uno o più elementi premianti può essere esclusa dall'amministrazione quando non risulta congrua con le finalità e le caratteristiche dell'incentivo e del settore di mercato di riferimento. Se congrua, una ulteriore riserva di risorse potrà essere destinata a favore delle PMI. In sede di valutazione del progetto di investimento, oltre alle start up, avranno priorità anche le imprese che valorizzano il lavoro giovanile e femminile e sostengono la natalità.

La capacità amministrativa, finanziaria e operativa

Oltre al progetto, sarà oggetto di valutazione la capacità dell'impresa che partecipa al bando. È il punto in cui la finanza agevolata incontra la governance, e in cui gli adeguati assetti smettono di essere un adempimento per diventare un requisito di accesso alle risorse pubbliche.

La domanda che l'amministrazione si pone non è più soltanto "il progetto è ammissibile?", ma "questa impresa è in grado di realizzarlo, di sostenerne finanziariamente la quota a proprio carico e di rendicontarlo correttamente?". La risposta non si costruisce in sede di domanda: si legge nei dati di bilancio, nella struttura organizzativa, nella qualità della contabilità e nella capacità di produrre informazioni tempestive. Sono esattamente gli elementi che l'art. 2086 c.c. e gli adeguati assetti impongono da anni, e che un sistema di early warning ben progettato rende verificabili.

Il bando-tipo aggiunge una condizione oggettiva: tra le condizioni volte a garantire un'adeguata capacità amministrativa, finanziaria e operativa rientra il non essere sottoposti a procedura concorsuale con finalità liquidatorie o a qualsiasi altra procedura estintiva equivalente secondo il Codice della crisi d'impresa, salvo il caso di incentivi specificamente rivolti al sostegno di situazioni di fragilità economica. La gestione anticipata della crisi diventa quindi anche una questione di accesso ai contributi, non solo di responsabilità degli amministratori.

Il merito creditizio entra nel dossier del bando

Quasi nessun progetto agevolato si finanzia con il solo contributo pubblico: serve la quota a carico dell'impresa, spesso sostenuta da un finanziamento bancario o assistito dal Fondo di garanzia. Gli stessi indicatori che determinano la classe di rating leggono anche la sostenibilità finanziaria del piano. Il simulatore del merito creditizio misura il punto di partenza e mostra su quali voci intervenire prima di presentare la domanda.

La lezione della Cassazione sul credito all'impresa fragile

Con l'ordinanza n. 7134/2026 la Suprema Corte ha dichiarato nullo e irripetibile il finanziamento erogato a un'impresa già decotta, pur assistito da garanzia pubblica. Il messaggio vale anche per la finanza agevolata: la solidità dichiarata deve essere reale e leggibile nei dati. L'analisi della Cassazione n. 7134/2026 mostra quali squilibri erano già visibili in bilancio e perché gli assetti sono oggi una condizione di bancabilità.

Le condizioni che definiscono chi può partecipare

Il bando-tipo elenca le condizioni di ammissibilità che ogni avviso dovrà specificare. Conoscerle in anticipo consente di verificare la propria posizione prima che il bando esca, non nelle ore successive alla pubblicazione.

Condizione 01

Tempo di vita e natura giuridica

La costituzione da non oltre un certo tempo rispetto alla data di presentazione della domanda, la dimensione dell'impresa e la forma del beneficiario, incluse le grandi imprese, gli organismi e centri di ricerca e i lavoratori autonomi.

Condizione 02

Settore e ubicazione

Il settore o ambito in cui le imprese beneficiarie dovranno operare, individuato anche tramite codice Ateco, e la localizzazione richiesta, con sede legale o unità locale in un determinato territorio di riferimento.

Condizione 03

Registri e forme congiunte

L'iscrizione in specifici registri, dal REA al Registro delle imprese e alle relative sezioni speciali, e l'eventuale possibilità di presentare domanda in forma congiunta tra più beneficiari, con le collaborazioni ammesse.

Condizione 04

Capacità e assenza di procedure

Le condizioni volte a garantire adeguata capacità amministrativa, finanziaria e operativa, tra cui il non essere sottoposti a procedura concorsuale liquidatoria o ad altra procedura estintiva equivalente secondo il Codice della crisi.

Tre verifiche da fare prima della domanda

Le cause di esclusione non si sanano in istruttoria. Sono controlli documentali che vanno anticipati alla fase di preparazione, quando c'è ancora il tempo per intervenire.

Verifica 01

Polizze catastrofali

Tra le possibili cause di esclusione il bando-tipo contempla la violazione dell'obbligo di stipula dei contratti assicurativi a copertura dei danni derivanti da eventi catastrofali.

  • Riferimento: art. 1, comma 101, legge 213/2023
  • Da verificare polizza attiva e beni effettivamente coperti
Verifica 02

Cause ostative del Codice

L'art. 9 del Codice degli incentivi elenca i motivi di esclusione dalle agevolazioni per i soggetti che vi incorrono, con verifiche estese ai soggetti apicali dell'impresa.

  • Antimafia, sanzioni interdittive, condanne per reati
  • Delocalizzazione e altre fattispecie tipizzate
Verifica 03

Procedure concorsuali

La sottoposizione a procedura concorsuale con finalità liquidatorie o a procedura estintiva equivalente preclude l'accesso, salvo incentivi dedicati alla fragilità economica.

  • Riferimento: Codice della crisi d'impresa
  • Rileva la situazione alla data di presentazione

Il collegamento con il Modello 231. Le sanzioni interdittive richiamate tra le cause ostative sono quelle che il d.lgs. 231/2001 applica all'ente, e comprendono il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione e l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti e contributi, fino alla revoca di quelli già concessi. Un Modello di organizzazione, gestione e controllo efficace non è quindi soltanto una difesa processuale: è la condizione che tiene aperto l'accesso alla finanza agevolata, ed è al tempo stesso uno dei requisiti che pesano sul punteggio del rating di legalità.

Dove vanno i soldi e come si rendicontano

Due sezioni obbligatorie del bando-tipo che determinano la reale accessibilità della misura per le PMI e il carico amministrativo che l'impresa dovrà sostenere dopo la concessione.

01

Le riserve

La sezione "Risorse disponibili"
  • Quota minima del 60% delle risorse riservata alle PMI, ai sensi dell'art. 8, comma 5, del Codice
  • Almeno il 25% destinato a micro e piccole imprese o ai lavoratori autonomi ove ammessi
  • Ulteriore quota per Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna
02

Le spese ammesse

La sezione "Spese ammissibili"
  • Tipologie ammesse in relazione alla finalità: investimenti, ricerca e sviluppo, formazione
  • Limiti percentuali per singola tipologia rispetto al totale delle spese ammissibili
  • Elenco delle spese comunque non ammesse e finestra temporale di sostenimento
03

La tracciabilità

Documentazione e contabilità
  • Indicazione del CUP nella documentazione di spesa, ai sensi dell'art. 11 della legge 3/2003
  • Quietanze di pagamento e identificativi che correlano spesa e operazione finanziata
  • Contabilizzazione conforme alle previsioni di legge applicabili all'impresa

Il fattore critico è la rendicontazione. Per gli incentivi cofinanziati dai fondi per la politica di coesione e dagli altri fondi europei a gestione concorrente di cui al regolamento UE 2021/1060 per il periodo di programmazione 2021/2027, il bando indicherà la necessaria conformità ai criteri sull'ammissibilità delle spese di cui alle disposizioni del d.p.r. 66/2025 e alla disciplina europea applicabile. Tradotto in pratica: contabilità separata o codifica dedicata, conservazione ordinata dei giustificativi, coerenza tra ordini, fatture, quietanze e stati di avanzamento. Un'impresa che chiude i conti in modo tempestivo e ordinato rendiconta senza traumi; un'impresa che ricostruisce i documenti a posteriori rischia le revoche, che il bando-tipo disciplina in una sezione dedicata insieme a variazioni, controlli e monitoraggio.

Le sezioni fisse di ogni futuro bando

Il contenuto del bando-tipo si articola in sezioni fisse, pensate per facilitare la comprensione dei dati e delle informazioni da inserire e per ridurre i tempi di partecipazione.

  • Finalità e ambito di applicazione dell'incentivo
  • Risorse disponibili, con le riserve e le premialità valorizzate come quote dedicate
  • Gestione delle attività e soggetti coinvolti nell'attuazione
  • Soggetti beneficiari e condizioni di ammissibilità
  • Operazioni agevolabili
  • Spese ammissibili, con tipologie, limiti ed esclusioni
  • Agevolazioni concedibili e regime di aiuto applicabile
  • Procedura di accesso
  • Procedura di erogazione
  • Variazioni
  • Revoche
  • Controlli
  • Monitoraggio, valutazioni e ulteriori obblighi del beneficiario

Come usarle da subito. Queste sezioni sono la migliore checklist disponibile per preparare l'impresa prima che il bando venga pubblicato. Per ciascuna voce esiste una domanda a cui l'impresa deve saper rispondere con un documento, non con una dichiarazione: chi siamo, dove siamo, che cosa vogliamo fare, con quali risorse, con quali spese, con quale tracciabilità e con quali obblighi successivi alla concessione.

Gli approfondimenti da leggere insieme a questa pagina

Il bando-tipo mette in fila, sotto forma di requisiti e premialità, gli stessi temi che Next Generation Business affronta da due anni. Due approfondimenti in particolare completano il quadro sul rapporto tra solidità dell'impresa e accesso alle risorse.

Sei mosse per arrivare pronti al prossimo bando

Le premialità e i requisiti del bando-tipo non si costruiscono nei quindici giorni tra la pubblicazione dell'avviso e la scadenza. Si costruiscono adesso, quando il bando non c'è ancora.

01 · Entro 15 giorni

Audit delle cause ostative

Verifica polizza catastrofale, posizione antimafia, carichi pendenti dei soggetti apicali e regolarità contributiva: sono le condizioni che escludono a monte, indipendentemente dalla qualità del progetto.

02 · Entro 30 giorni

Fotografia della bancabilità

Simula la classe di rating e il merito creditizio dell'impresa, individuando gli indicatori che penalizzano il giudizio: è la stessa base informativa che sostiene la quota di investimento a tuo carico.

03 · Entro 45 giorni

Gap analysis delle premialità

Misura la distanza dal rating di legalità, dalla certificazione della parità di genere e dalle assunzioni aggiuntive ex legge 68/1999, con costi, tempi e responsabile per ciascun intervento.

04 · Entro 60 giorni

Assetti e controllo di gestione

Rendi dimostrabile la capacità amministrativa e operativa: contabilità tempestiva, cruscotto degli indicatori, procedure scritte e responsabilità assegnate a persone con nome e incarico.

05 · Entro 90 giorni

Piano finanziario del progetto

Costruisci il piano dell'investimento con fonti, tempi e copertura della quota non agevolata, coerente con il business plan e con le linee di credito effettivamente disponibili.

06 · Presidio continuo

Dossier sempre aggiornato

Tieni pronta la cartella con visure, bilanci, certificazioni, organigramma e documentazione di spesa: quando il bando esce, il vantaggio competitivo è averla già completa.

Il messaggio di fondo. Il bando-tipo formalizza un principio che il mercato del credito ha già adottato: le risorse, pubbliche o private, vanno a chi sa dimostrare di essere in grado di gestirle. Legalità, parità, inclusione e assetti adeguati escono dall'area degli adempimenti ed entrano in quella degli investimenti con ritorno misurabile, perché si traducono in punteggio, in incremento dell'agevolazione e in condizioni di finanziamento migliori. È la stessa direzione indicata dalla giurisprudenza sulla concessione del credito e dalle metriche di rating: l'impresa virtuosa non è quella che dichiara di esserlo, è quella che lo può documentare.

Risposte rapide sul bando-tipo

Le domande che imprenditori e direttori amministrativi pongono più spesso davanti al nuovo modello standard degli avvisi di agevolazione.

È il modello standard che le amministrazioni devono utilizzare nella redazione dei futuri avvisi di agevolazione. Fissa i contenuti essenziali e le sezioni obbligatorie, rendendo omogenee le regole su beneficiari, spese ammissibili, procedure di accesso ed erogazione, controlli e rendicontazione. Disciplina in modo standard l'intero ciclo di vita dell'incentivo, dalla programmazione fino al monitoraggio e alla valutazione ex post della misura agevolativa.
No, resta volontario. Il bando-tipo lo qualifica però come elemento di premialità, che le amministrazioni possono valorizzare come incremento dell'ammontare delle agevolazioni riconoscibili o come riserva di risorse dedicata. In una procedura competitiva la sua assenza si traduce quindi in uno svantaggio concreto rispetto ai concorrenti che lo possiedono. Il percorso di attribuzione è descritto nella pagina dedicata al rating di legalità.
Significa saper dimostrare di poter realizzare il progetto, di sostenerne finanziariamente la quota a proprio carico e di rendicontarlo correttamente. Si traduce in assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati ai sensi dell'art. 2086 c.c., in un controllo di gestione che produce dati tempestivi e in una pianificazione finanziaria coerente con il piano di investimento. Il bando-tipo la considera oggetto di valutazione insieme al progetto, non un requisito puramente dichiarativo.
Il bando-tipo indica tra le possibili cause di esclusione la violazione dell'obbligo di stipula dei contratti assicurativi a copertura dei danni derivanti da eventi catastrofali previsto dall'art. 1, comma 101, della legge 213/2023. La verifica della polizza, del suo effettivo perimetro di copertura e della sua vigenza va quindi anticipata alla fase di preparazione della domanda, non gestita in sede di controllo successivo alla concessione.
Solo in parte. Per gli incentivi fiscali il modello si applica limitatamente a quelli che prevedono lo svolgimento di un'attività istruttoria valutativa di carattere tecnico, economico e finanziario rispetto ai requisiti del proponente o dell'iniziativa per la quale sono richieste le agevolazioni. Restano fuori dal perimetro gli incentivi contributivi, attivati secondo la specifica disciplina di settore.
In base all'art. 8, comma 5, del Codice degli incentivi, alle PMI deve essere riservata una quota minima del 60% delle risorse disponibili per ciascun incentivo, di cui almeno il 25% destinato a micro e piccole imprese o ai lavoratori autonomi ove ammessi. Una ulteriore quota di riserva potrà essere destinata alle iniziative localizzate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

I testi alla base dell'analisi

I riferimenti normativi citati in questa pagina, utili per la verifica puntuale delle condizioni applicabili al singolo bando.

  • Decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy 18 giugno 2026, di approvazione del bando-tipo in materia di aiuti di Stato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026
  • D.lgs. n. 184/2025, Codice degli incentivi, con particolare riferimento all'art. 8, comma 5 (riserve per le PMI) e all'art. 9 (cause di esclusione)
  • Art. 5-ter del d.l. n. 1/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2012, sul rating di legalità
  • Art. 46-bis del d.lgs. n. 198/2006, sulla certificazione della parità di genere
  • Legge n. 68/1999, sul diritto al lavoro delle persone con disabilità
  • Art. 1, comma 101, della legge n. 213/2023, sull'obbligo assicurativo per i danni da eventi catastrofali
  • Art. 11 della legge n. 3/2003, sul codice unico di progetto (CUP)
  • D.p.r. n. 66/2025 e regolamento UE 2021/1060, per gli incentivi cofinanziati dai fondi europei a gestione concorrente
  • Spunto di analisi: ItaliaOggi Sette del 27 luglio 2026, pagina 14, articolo di Bruno Pagamici

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